Dopo una lunga marcia durata 17 settimane, anche quest'anno la stagione NFL e' arrivata alla fase piu'calda e più amata dai fans e addetti ai lavori, ossia i Playoff che inizieranno stasera con le wild card e si concluderanno con il Superbowl di New Orleans il 2 febbraio prossimo.
Ecco di seguito come sono composti i Playoff quest'anno:
NFL Wild Card Weekend
Saturday
4:30 p.m.: Bengals at Texans
8 p.m.: Vikings at Packers
Sunday
1 p.m.: Colts at Ravens
4:30 p.m.: Seahawks at Redskins
Divisional Playoffs
Saturday, Jan. 12
4:30 p.m.: Ravens/ Colts/ Bengals at Broncos
8 p.m.: Packers/ Redskins/ Seahawks at 49ers
Sunday, Jan. 13
1 p.m.: Redskins/ Seahawks/ Vikings at Falcons
4:30 p.m.: Texans/ Ravens/ Colts at Patriots
Quello che balza all'occhio immediatamente e' l'assenza dei campioni incarica, ossia quei New York Giants capaci lo scorso anno di agguantare i playoff grazie a una cavalcata finale senza sconfitte, eliminando poi Atlanta Falcons, Green Bay Packers e San Francisco 49ers (quest'ultime nonostante lo svantaggio del fattore campo) per poi avere la meglio dei New England Patriots al Superbowl di Indianapolis.
La colpa (o il demerito a seconda dei punti di vista) è stata principalmente della straordinaria stagione dei Washington Redskins e dei loro due Rookie, ossia il QB Robert Griffin III e il RB Alfred Morris, che nonostante un inizio molto altalenante, arrivati ad un record di 3-6, poi non hanno più perso eliminando dalla post season sia i Giants che i Dallas Cowboys.
Chissà' se dopo questa cocente delusione il patron Jerry Jones compia un autentica rivoluzione sbarazzandosi del troppo discontinuo QB Tony Romo (suo l'intercetto a pochi minuti dalla fine nella decisa partita contro i Redskins), e dell'Head Coach Jason Garrett.
Oltre ai Redskins, possiamo parlare di sorpresa anche per gli indianapolis Colts della prima scelta allo scorso draft, Andrew Luck, quarterback andato oltre le più' rosee aspettative, che con prestazioni molto solide e precise, oltre ad essersi tolto dalle spallel'ingombrante fantasma di Payton Manning, ha portato i suoi a un record di 11-5, fatto straordinario se si pensa che chiusero la scorsa stagione con sole 3 vittorie, e alla notizia shock della leucemia diagnosticata al coach Chuck Pagano, rientrato in panchina in occasione dell'ultima partita di stagione regolare, dopo le terapie chemioterapiche ricevute negli scorsi tre mesi.
Meno pubblicizzato ma altrettanto decisivo e' stato il QB dei Seattle Seahawks, Russell Wilson, che domani se la vedrà proprio con Robert Griffin, in una sfida che potrebbe lanciare uno dei due team a traguardi inaspettati a fine stagione.
Stagione molto positiva per gli Atlanta Falcons e i Denver Broncos, le due squadre con il record migliore, che si sono guadagnate i bye week insieme a San Francisco 49ers e New England Patriots.
I Patriots ogni anno sono li' nonostante appaiano più' deboli rispetto all'anno prima, ma l'abilita' del coach Bill Belichick di creare una squadra solida e compatta ormai non fa più notizia; a detta di molti loro sono il Playoff Team per eccellenza...staremo a vedere.
Finale agrodolce invece per Houston Texans e Green Bay Packers, i quali si sono lasciati sfuggire la possibilità' di guadagnarsi i bye week proprio all'ultima giornata perdendo contro Colts e Vikings.
Proprio i Vikings hanno acciuffato grazie a quest'ultima vittoria i playoff che mancavano dal 2009, grazie a una stupenda stagione del redivivo Adrian Peterson, che ha sfiorato il record di yards su corsa percorse in una singola stagione, e del QB Christian Ponder, che si e' finalmente dimostrato NFL ready. Nel turno di wild card si ritroveranno davanti proprio i Packers, ma stavolta a complicare le cose per la squadra di Minneapolis ci sarà il gelo della Frozen Tundra, il Lambeau Field ,e Aaron Rodgers e compagni che vogliono a tutti i costi arrivare alla terra promessa di New Orleans.
Altra sorpresa i Cincinnati Bengals, che hanno fatto fuori dalla contesa dei playoff i rivali divisionali dei Pittsburgh Steelers.
Roethlisberger e compagni non mancavano dai playoff dal lontano 2001.
L'asse Andy Dalton Aj Green ha fatto crescere una franchigia che sembrava depressa e attesa da anni perdenti, ma queste scelte al draft più che azzeccate hanno fatto risalire le quotazioni della franchichia dell'Ohio che si candida per essere la vera mina vagante di questo turno di wild card.
Gli oscar per le delusioni dell'anno vanno senza dubbio ai New York Jets, Detroit Lions, Kansas City Chiefs e Tennessee Titans, in costante difficoltà dalla prima all'ultima giornata.
La speranza per questa franchigie sarà quella di pescare bene al prossimo draft o tentare rivoluzioni cambiando i giocatori nei ruoli chiave e lo staff tecnico.
A presto con il resoconto pre Superbowl, e buona NFL a tutti!
Blog dedicato alla mia grande passione: lo sport. In particolare gli sport americani,il calcio e anche lo sport entertainment. Questo è il mio piccolo tributo a ciò che amo e a cui sono appassionato!
sabato 5 gennaio 2013
domenica 23 dicembre 2012
Le maledizioni nel mondo dello sport
Molto spesso quando si parla di sport, si entra spesso nel campo dei numeri, delle statistiche.
Ne esistono di tutti i tipi, molte delle quali spesso lasciano il tempo che trovano, cioè zero.
Ma quando certe strisce di sconfitte durano nei decenni, qui si entra in un altro campo, quello delle maledizioni.
Nel calcio il terreno più fertile è senza dubbio il Sudamerica, dove spesso il sacro si mischia al profano, e dove per sacro intendiamo il calcio.
Senza dubbio la storia del Racing Club de Avellaneda è quella più incredibile.
Il club biancoceleste è per numero di tifosi la terza squadra più amata d’Argentina, alle spalle del Boca e del River.
Purtroppo per i suoi sostenitori, la storia del club cambio nel "verano"del 1967,giorno in cui la squadra vinse la Coppa Intercontinentale a Montevideo nella gara di spareggio contro il Celtic, grazie ad un gol del “chango” Cardenas.
I tifosi dell’ Independiente, l'altra squadra di Avellaneda e ovviamente acerrimi rivali, quel giorno lanciarono una maledizione contro lo stadio del Racing, il mitico"Cilindro" ,sotterrando sette gatti neri sotto una delle porte dello stadio.
Da allora il Racing ha vissuto sfortune incredibili, compresa l'umiliazione della prima retrocessione nella"segunda"arrivata nel 1980.
Nel dicembre del 2001, il Racing vinse il suo primo campionato dopo l’ultimo vinto nel ’66; fine della maledizione? non proprio.
In quell’anno l'Argentina visse la peggior crisi politica ed economica della sua storia.
Il campionato fu sospeso e rimandato ed il Racing con il suo scudetto passarono assolutamente in secondo piano.

Spostandoci dall'altra parte dell'atlantico, un altro fatto al dir poco inquietante è la vicenda di Bela Guttmann e il Benfica.
Nel 1962 l'allenatore magiaro lanció un anatema ai rossi di Lisbona all'indomani della seconda vittoria consecutiva nella Coppa dei Campioni dicendo che senza di lui non avrebbero mai più vintola Coppa, e fino ad oggi ha avuto ragione: le Aquile hanno perso 5 finali: due a Wembley, 1-2 col Milan nel ’63 e 1-4 con il Manchester United nel ’68; 0-1 con l’Inter a San Siro nel ’65; 6-5 ai rigori con il PSV Eindhoven a Stoccarda nell’88 e ancora contro i rossoneri, 0-1 a Vienna nel ’90.
Superstizione o verità, ha funzionato.
La cronaca dell'epoca narra che il Benfica, dopo aver sconfitto il Tottenham in una difficile semifinale, giunse in finale per il secondo anno di seguito, avendo come avversario il Real Madrid di Puskás e Alfredo Di Stéfano. Il primo tempo si concluse col punteggio di 3-2 per gli spagnoli, ma nello spogliatoio Guttmann, davanti ai giocatori delusi, disse: «La partita è vinta. Loro sono morti»
Infatti il Benfica vinse per 5-3, grazie anche ad una doppietta di Eusébio.
Le aquile terminarono quella stagione con il terzo posto in campionato, e quando chiesero a Guttmann il perché del deludente risultato, rispose dicendo che la squadra non aveva avuto «il culo per sedersi su due sedie».
La conquista della Coppa dei Campioni indusse Guttmann a chiedere il pagamento di un premio, ma la dirigenza glielo negò affermando che nel contratto non fosse presente una clausola contenente tale previsione. Guttmann disse "Ho avuto quattromila dollari in meno per aver vinto la Coppa dei Campioni rispetto al Campionato portoghese e nessun tentativo è stato fatto dai dirigenti per cambiare la situazione"
Di conseguenza, lanciò la maledizione.
« Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa ed il Benfica senza di me non vincerà mai più la Coppa dei Campioni»
Sul primo fatto Guttmann si sbagliò in quanto il Porto vinse la coppa dalle grandi orecchie nel 1988 e nel 2003, ma sul Benfica non si é sbagliato...
C'è chi tentò di cancellare la maledizione; nel 1990, in occasione della finale di Coppa dei Campioni, Benfica-Milan, che si giocava a Vienna, Eusébio in persona andó a pregare sulla tomba del suo ex allenatore.
Il risultato della finale? Ve lo lascio intuire...
Lasciamo il calcio, per approdare nell'affascinante mondo dello sport a stelle e strisce.
Parlando di rivalità, la più accesa è senza dubbio quella tra New York e Boston, e la sfida tra New York Yankees e i Boston Red Sox in MLB non è mai stata una partita qualsiasi.
Ed il motivo è questo:
85 anni fa il leggendario George Herman “Babe” Ruth (conosciuto anche come “The Bambino” o “The sultan of swat”) era un giocatore dei Red Sox ma passò agli Yankees, diventando una leggenda di questo sport.
Fin qui nulla di strano,se non che nell'abbandonare Boston, lanciò un autentico anatema nei confronti della sua ex squadra: “Non vincerete mai più le World Series”.
Ebbene, le Calzette Rosse per 86 lunghi anni fallirono anno dopo anno e non conquistarono più il titolo, perdendo addirittura 4 serie finali su 4, in Gara7 e in circostanze rocambolesche.
Rispetto alla storia del Benfica a Boston arrivò un lieto fine alle World Series del 2004 e successivamente del 2007, chiudendo per sempre la pagina nera della "Curse of the Bambino".


"Babe" Ruth Keith Foulke alle World Series del 2004
Rimanendo in ambito MLB un'altra losing streak di tutto rispetto è quello dei mitici Pittsburgh Pirates, che non hanno una stagione vincente dal lontano 1992 e non vincono le World Series dal 1979.
Anche qui c'è di mezzo una mezza maledizione, quella di Barry Bonds o quella che alcuni chiamano "The Curse of the BamBreamo".
Infine ,trasferendoci nell' Nba, un'accenno alle catastrofi che si sono abbattute sui Clippers nel corso della loro breve ma travagliata storia, è d'obbligo.
Tutto ebbe inizio nel 1976, anno in cui John Y.Brown comprò la franchigia dei Buffalo Braves per circa 6 milioni di dollari. Quasi contemporaneamente cedettero il loro miglior giocatore ed Mvp della lega, Bob McAdoo ai Knicks per 3 milioni di dollari, ovvero la metà di quanto speso per il valore della franchigia.
Da quel momento si susseguirono vicende al limite del tragicomico ( prime scelte toppate ai draft perchè rivelatosi troppo scarse oppure perennemente infortunate,come ad esempio Nate Archibald).
Intanto la franchigia si sposta a San Diego prima e a Los Angeles poi (per merito di Mr.Sterling che acquistò la franchigia su consiglio di un avvocato di nome David Stern...) e nel tragitto tra Buffalo e San Diego avviene la più grande toppata di tutti i tempi.
I Clippers cedono ai Celtics Archibald,considerato bollito, più la prima chiamata al draft,il tutto inserito nell'affare che vede i Clippers cambiare proprietario e città.
Morale della favola, i Clippers sceglieranno un certo Bill Walton che giocherà 14 partite in 4 anni, scambieranno un futuro All Star come Tom Chambers per prendersi "Samsonite"James Donaldson (il soprannome non è casuale...), e i Celtics si ritrovano con un Archibald (che così bollito non era) e come prima scelta, con la numero 6 chiamarono un certo Joe Larry Bird...
Fortunatamente negli ultimi due anni le cose sembrano essere cambiate, e dopo aver azzeccato la prima scelta al draft, chiamando Blake Griffin, la squadra viene costruita per cercare di vincere, e non per essere la barzelletta della lega.
Nell'estate del 2011 intavolano con i New Orleans Hornets una trade per l'acquisizione della stella Chris Paul, che all'inizio sembrava promesso ai Lakers, ma il commisioner David Stern (ve lo ricordate?) blocca tutto, e facilita l'affare con l'altra metà di L.A.
Forse dopo più di trent'anni il cerchio si chiude.
Ne esistono di tutti i tipi, molte delle quali spesso lasciano il tempo che trovano, cioè zero.
Ma quando certe strisce di sconfitte durano nei decenni, qui si entra in un altro campo, quello delle maledizioni.
Nel calcio il terreno più fertile è senza dubbio il Sudamerica, dove spesso il sacro si mischia al profano, e dove per sacro intendiamo il calcio.
Senza dubbio la storia del Racing Club de Avellaneda è quella più incredibile.
Il club biancoceleste è per numero di tifosi la terza squadra più amata d’Argentina, alle spalle del Boca e del River.
Purtroppo per i suoi sostenitori, la storia del club cambio nel "verano"del 1967,giorno in cui la squadra vinse la Coppa Intercontinentale a Montevideo nella gara di spareggio contro il Celtic, grazie ad un gol del “chango” Cardenas.
I tifosi dell’ Independiente, l'altra squadra di Avellaneda e ovviamente acerrimi rivali, quel giorno lanciarono una maledizione contro lo stadio del Racing, il mitico"Cilindro" ,sotterrando sette gatti neri sotto una delle porte dello stadio.
Da allora il Racing ha vissuto sfortune incredibili, compresa l'umiliazione della prima retrocessione nella"segunda"arrivata nel 1980.
Nel dicembre del 2001, il Racing vinse il suo primo campionato dopo l’ultimo vinto nel ’66; fine della maledizione? non proprio.
In quell’anno l'Argentina visse la peggior crisi politica ed economica della sua storia.
Il campionato fu sospeso e rimandato ed il Racing con il suo scudetto passarono assolutamente in secondo piano.

Spostandoci dall'altra parte dell'atlantico, un altro fatto al dir poco inquietante è la vicenda di Bela Guttmann e il Benfica.
Nel 1962 l'allenatore magiaro lanció un anatema ai rossi di Lisbona all'indomani della seconda vittoria consecutiva nella Coppa dei Campioni dicendo che senza di lui non avrebbero mai più vintola Coppa, e fino ad oggi ha avuto ragione: le Aquile hanno perso 5 finali: due a Wembley, 1-2 col Milan nel ’63 e 1-4 con il Manchester United nel ’68; 0-1 con l’Inter a San Siro nel ’65; 6-5 ai rigori con il PSV Eindhoven a Stoccarda nell’88 e ancora contro i rossoneri, 0-1 a Vienna nel ’90.
Superstizione o verità, ha funzionato.
La cronaca dell'epoca narra che il Benfica, dopo aver sconfitto il Tottenham in una difficile semifinale, giunse in finale per il secondo anno di seguito, avendo come avversario il Real Madrid di Puskás e Alfredo Di Stéfano. Il primo tempo si concluse col punteggio di 3-2 per gli spagnoli, ma nello spogliatoio Guttmann, davanti ai giocatori delusi, disse: «La partita è vinta. Loro sono morti»
Infatti il Benfica vinse per 5-3, grazie anche ad una doppietta di Eusébio.
Le aquile terminarono quella stagione con il terzo posto in campionato, e quando chiesero a Guttmann il perché del deludente risultato, rispose dicendo che la squadra non aveva avuto «il culo per sedersi su due sedie».
La conquista della Coppa dei Campioni indusse Guttmann a chiedere il pagamento di un premio, ma la dirigenza glielo negò affermando che nel contratto non fosse presente una clausola contenente tale previsione. Guttmann disse "Ho avuto quattromila dollari in meno per aver vinto la Coppa dei Campioni rispetto al Campionato portoghese e nessun tentativo è stato fatto dai dirigenti per cambiare la situazione"
Di conseguenza, lanciò la maledizione.
« Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa ed il Benfica senza di me non vincerà mai più la Coppa dei Campioni»
Sul primo fatto Guttmann si sbagliò in quanto il Porto vinse la coppa dalle grandi orecchie nel 1988 e nel 2003, ma sul Benfica non si é sbagliato...
C'è chi tentò di cancellare la maledizione; nel 1990, in occasione della finale di Coppa dei Campioni, Benfica-Milan, che si giocava a Vienna, Eusébio in persona andó a pregare sulla tomba del suo ex allenatore.
Il risultato della finale? Ve lo lascio intuire...
Lasciamo il calcio, per approdare nell'affascinante mondo dello sport a stelle e strisce.
Parlando di rivalità, la più accesa è senza dubbio quella tra New York e Boston, e la sfida tra New York Yankees e i Boston Red Sox in MLB non è mai stata una partita qualsiasi.
Ed il motivo è questo:
85 anni fa il leggendario George Herman “Babe” Ruth (conosciuto anche come “The Bambino” o “The sultan of swat”) era un giocatore dei Red Sox ma passò agli Yankees, diventando una leggenda di questo sport.
Fin qui nulla di strano,se non che nell'abbandonare Boston, lanciò un autentico anatema nei confronti della sua ex squadra: “Non vincerete mai più le World Series”.
Ebbene, le Calzette Rosse per 86 lunghi anni fallirono anno dopo anno e non conquistarono più il titolo, perdendo addirittura 4 serie finali su 4, in Gara7 e in circostanze rocambolesche.
Rispetto alla storia del Benfica a Boston arrivò un lieto fine alle World Series del 2004 e successivamente del 2007, chiudendo per sempre la pagina nera della "Curse of the Bambino".


"Babe" Ruth Keith Foulke alle World Series del 2004
Rimanendo in ambito MLB un'altra losing streak di tutto rispetto è quello dei mitici Pittsburgh Pirates, che non hanno una stagione vincente dal lontano 1992 e non vincono le World Series dal 1979.
Anche qui c'è di mezzo una mezza maledizione, quella di Barry Bonds o quella che alcuni chiamano "The Curse of the BamBreamo".
Infine ,trasferendoci nell' Nba, un'accenno alle catastrofi che si sono abbattute sui Clippers nel corso della loro breve ma travagliata storia, è d'obbligo.
Tutto ebbe inizio nel 1976, anno in cui John Y.Brown comprò la franchigia dei Buffalo Braves per circa 6 milioni di dollari. Quasi contemporaneamente cedettero il loro miglior giocatore ed Mvp della lega, Bob McAdoo ai Knicks per 3 milioni di dollari, ovvero la metà di quanto speso per il valore della franchigia.
Da quel momento si susseguirono vicende al limite del tragicomico ( prime scelte toppate ai draft perchè rivelatosi troppo scarse oppure perennemente infortunate,come ad esempio Nate Archibald).
Intanto la franchigia si sposta a San Diego prima e a Los Angeles poi (per merito di Mr.Sterling che acquistò la franchigia su consiglio di un avvocato di nome David Stern...) e nel tragitto tra Buffalo e San Diego avviene la più grande toppata di tutti i tempi.
I Clippers cedono ai Celtics Archibald,considerato bollito, più la prima chiamata al draft,il tutto inserito nell'affare che vede i Clippers cambiare proprietario e città.
Morale della favola, i Clippers sceglieranno un certo Bill Walton che giocherà 14 partite in 4 anni, scambieranno un futuro All Star come Tom Chambers per prendersi "Samsonite"James Donaldson (il soprannome non è casuale...), e i Celtics si ritrovano con un Archibald (che così bollito non era) e come prima scelta, con la numero 6 chiamarono un certo Joe Larry Bird...
Fortunatamente negli ultimi due anni le cose sembrano essere cambiate, e dopo aver azzeccato la prima scelta al draft, chiamando Blake Griffin, la squadra viene costruita per cercare di vincere, e non per essere la barzelletta della lega.
Nell'estate del 2011 intavolano con i New Orleans Hornets una trade per l'acquisizione della stella Chris Paul, che all'inizio sembrava promesso ai Lakers, ma il commisioner David Stern (ve lo ricordate?) blocca tutto, e facilita l'affare con l'altra metà di L.A.
Forse dopo più di trent'anni il cerchio si chiude.
venerdì 27 gennaio 2012
La lunga strada per Indianapolis:Superbowl XLVI
La National Football League come ogni anno ci ha regalato una stagione emozionante,che vivrà al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, domenica 5 febbraio, il suo epilogo.
E come ogni anno la finale avrà grandissimi interessi; infatti, si sfideranno i New England Patriots e i New York Giants.
Sicuramente il Commissioner Roger Goodel si starà fregando le mani poiché queste due franchigie in termini di bacini d'utenza e d’introiti rappresentano molto per l'NFL.
E sarà l'ennesimo capitolo dell'eterna rivalità tra Boston e New York, nonchè la rivincita del Superbowl XLII,vinto in quell'occasione dai Giants per 17 a 14.
La grande saga NFL composta da epici match, sorprese inpronosticabili,cambi di orizzonti per alcune franchigie (Colts 2-14,Detroit 10-6),giocatori che entrano nel novero delle stelle (AlexSmith,Tim Tebow,Mattew Stafford), si è compiuta anche quest'anno.
Una partita che entrerà nella storia è stata sicuramente Saints-49ers NFC divisional round,giocato a Candlestick Park.
Gli ultimi 5 minuti diventeranno un ever green,e il touch down finale dei 49ers a firma Alex Smith-Vernon Davis,ossia "The Catch 2",sarà un highlight indelebile.
Entrerà nei libri di storia,ma per il motivo opposto,anche il field-goal sbagliato da Billy Cundiff nella finale della AFC tra New England Patriots e Baltimore Ravens.
Una finale probabilmente poco spettacolare,che ha visto grandi giocate da parte delle due difese (nulla di nuovo se si pensa a Baltimore,ma una grande sorpresa per quanto riguarda invece New England).
Tom Brady è stato limitato al massimo non riuscendo a completare un solo TD pass.
Oltre che l’errore di Cundiff, Baltimore ha pagato a caro prezzo una gestione dell’ultimo possesso abbastanza confusa; coach John Harbaugh prima rinuncia a calciare un field goal dalle 50 yards (distanza importante ma sulla carta non impossibile per il kicker Cundiff), insiste con un 3rd e lungo,Flacco lancia nelle mani di Evans,che per questione di centimetri non riesce a trattenere la palla per un lasso di tempo utile alla realizzazione del TD della vittoria.
E da qui nasce il field goal mancato,un errore che ha dell’incredibile,pensando che il kicker ex Packers,ha partecipato varie volte al Pro Bowl.
Anche l’altra finale di Conference tra 49ers e Giants è stata caratterizzata dal grande equilibrio e da un finale ricco di tensione e pathos,in cui il ritornatore di riserva dei 49ers Kyle Williams durante l’overtime,perde palla,e Devin Thomas la ricopre provocando così il fumble decisivo per la vittoria dei newyorkesi.
I Giants così ritornano al grande ballo 4 anni dopo l’ultimo successo,guidati da Eli Manning,che finalmente sembra essersi tolto l’etichetta del “fratello di Payton”,portando la franchigia della grande mela,dopo una regular season vissuta sempre sul filo del rasoio,dritta a Indianapolis andando a vincere in campi “caldi” come Green Bay e San Francisco.
Fondamentale è stata anche la presenza di due ricevitori completi come Cruz e Nicks; sicuramente a Indy vedremo una bella sfida tra questi due mostri e i due mostri dei Patriots,ossia Welker e Gronkowsky.
Sicuramente i grandi assenti del Superbowl sono i Green Bay Packers,assoluti e incontrastati dominatori della Regular Season,con un recordi di 15-1.
Proprio da quella sconfitta,a Kansas City alla penultima giornata,qualcosa nella franchigia del Winsconsin si è rotto.
A partire dalle prestazioni di Aaron Rodgers,a detta di molti il miglior QB della lega.
A Kansas City fece una partita mediocre,come tutta la squadra,poi contro Detroit all’ultima giornata si sedette in panchina,vide il suo backup Matt Flynn fare una prestazione al di sopra di qualsiasi aspettativa,diventando il primo QB dei Packers a lanciare per 6 TDs consecutivi in una sola partita,e il weekend dopo osservare con tutta la squadra il weekend di bye guadagnato avendo ottenuto uno dei quattro migliori record nella regular season.
A mio avviso tutti questi fattori hanno fatto si che il QB californiano arrivasse all’appuntamento del divisional playoff contro i New York Giants abbastanza arrugginito e con più tensione del dovuto.
I Giants invece erano reduci da un mese in cui avevano già assaporato il clima playoff,in quanto ogni partita era da vincere per continuare a coltivare il sogno dell’approdo alla post-season,a partire dal derby con i Jets arrivando sino allo scontro divisionale con i Cowboys.
Esattamente quello che successe lo scorso anno ai Packers,arrivati incredibilmente ai playoff grazie a delle vittorie in extremis (con Giants e Bears) e a una serie di risultati favorevoli,capaci infine di arrivare sino al Cowboys Stadium per il Superbowl vincendolo alla grande.
Proprio per questo motivo credo che la spinta emotiva e la lunga serie di vittorie decisive ha dato ai Giants la consapevolezza di poter ambire alla vittoria finale.
Sulla strada però si trovano l’accoppiata Belichick-Brady,16 vittorie nei playoff,4 Superbowl di cui 3 vinti.
Vorrei chiudere dicendo “che vinca il migliore”,ma un signore alcuni anni fa disse qualcosa di meglio:
“Winning isn't everything, it's the only thing”
lunedì 4 luglio 2011
I Lions Bergamo trionfano all'Italian Bowl 2011
I Lions Bergamo tornano a trionfare in un Bowl battendo per 15-6 i Titans Romagna nella finale del campionato Lenaf 2011.
Questo successo, seppur meno prestigioso dell'Eurobowl o dello scudetto di A1,ha forse un sapore più particolare,che rimarrà nel cuore dei tifosi e della società bergamasca per molto tempo.
Al termine di una stagione esaltante,che ha visto i Leoni Orobici perdere solo un match (contro i Guelfi Firenze per 19-25),la squadra di coach Luca Lorandi si è saputa rialzare,ricompattarsi e infilare una serie di 9 vittorie consecutive che le sono valse la conquista del Bowl del campionato Lenaf.
La finale di ieri allo Stadio Primo Nebbiolo di Torino (bellissimo impianto immerso nel parco Ruffini) contro i Titans Romagna,remake della partita di regular season vinta dai Lions 13-6,è stata una partita tirata in qui le difese sono state l'ago della bilancia per tutta la durata del match, ed il parziale di 5-3 con cui si è conclusa la prima metà di gioco ne è stata la prova.
I Lions hanno messo la partita in cassaforte solo con un field goal di Marone a pochi minuti dalla fine dell'ultimo quarto,ponendo fine alle speranze dei Titans,comunque degni finalisti senza nulla da recriminarsi.
Il premio di Mvp della partita se lo porta a casa il Quarterback bergamasco Andrea Ghislandi,autore dell'unico touchdown dell'incontro.
Ora per i Lions non resta che godersi questo meritato successo e sperare nell'iscrizione al prossimo campionato di A1,ossia il palcoscenico in cui il team bergamasco merita di stare.
Questo successo, seppur meno prestigioso dell'Eurobowl o dello scudetto di A1,ha forse un sapore più particolare,che rimarrà nel cuore dei tifosi e della società bergamasca per molto tempo.
Al termine di una stagione esaltante,che ha visto i Leoni Orobici perdere solo un match (contro i Guelfi Firenze per 19-25),la squadra di coach Luca Lorandi si è saputa rialzare,ricompattarsi e infilare una serie di 9 vittorie consecutive che le sono valse la conquista del Bowl del campionato Lenaf.
La finale di ieri allo Stadio Primo Nebbiolo di Torino (bellissimo impianto immerso nel parco Ruffini) contro i Titans Romagna,remake della partita di regular season vinta dai Lions 13-6,è stata una partita tirata in qui le difese sono state l'ago della bilancia per tutta la durata del match, ed il parziale di 5-3 con cui si è conclusa la prima metà di gioco ne è stata la prova.
I Lions hanno messo la partita in cassaforte solo con un field goal di Marone a pochi minuti dalla fine dell'ultimo quarto,ponendo fine alle speranze dei Titans,comunque degni finalisti senza nulla da recriminarsi.
Il premio di Mvp della partita se lo porta a casa il Quarterback bergamasco Andrea Ghislandi,autore dell'unico touchdown dell'incontro.
Ora per i Lions non resta che godersi questo meritato successo e sperare nell'iscrizione al prossimo campionato di A1,ossia il palcoscenico in cui il team bergamasco merita di stare.
mercoledì 29 giugno 2011
La Copa America 2011
Come annunciato nel post inaugurale del Blog, come primo articolo andrò a dare uno sguardo all’evento principe dell’estate calcistica,ovvero la Copa America,al via il 1 luglio in Argentina.
L’edizione numero 43 avrà come tema principale la rincorsa dei padroni di casa dell’Argentina al Brasile dominatore di quattro delle ultime cinque edizioni (nel 2001 vinse la Colombia di Cordoba e Maturana), e soprattutto se Leo Messi saprà condurre sino alla vittoria finale la Selecciòn,consacrandosi così anche con la maglia della sua Argentina.
Ma come in ogni manifestazione di alto livello c’è sempre la sorpresa pronta a guastare i piani delle favorite,e in questa edizione le maggiori indiziate sembrano essere l’Uruguay e il Cile.
La squadra di Tabarez dopo il clamoroso quarto posto al Mondiale sudafricano,è pronta a regalare un altro sogno al popolo uruguagio; con il tridente dei sogni formato da Cavani-Forlan-Suarez (e il loco Abreu in agguato..), la Celeste può veramente giocarsela con tutti,esattamente come fece al Mondiale salvo poi uscire tra gli applausi con l’Olanda. L’unica incognita è data dalla rosa che non è stata ringiovanita; pensate che in Argentina ci saranno 20/22 dei reduci del mondiale scorso. Tabarez avrebbe potuto osare di più proponendo qualche giovane dei tanti che ogni anno emergono dal più grande miracolo calcistico del mondo.
C’è grande attesa anche in Cile,dove la nazionale di Claudio Borghi (argentino,una vita nell’Argentinos Juniors,e meteora in Italia con le maglie di Milan e Como), prodigo degli insegnamenti e della pesante eredità del Loco Bielsa,tenterà di consacrare la generazione di fenomeni che compone la Roja; il Niño Maravilla Alexsis Sanchèz, Mauricio Pinilla,Matias Fernandez, Arturo Vidal, Mauricio Isla; tutti grandi protagonisti con le loro squadre di club (Udinese non vi dice niente…?),e tutti protagonisti della rovente estate del calciomercato.
Passiamo ora alla squadra da battere,il Brasile di Mano Menezes, monopolizzatore del torneo da più di tre lustri,che quest’anno oltre alla dose industriale di stelle,avrà come novità il debutto in un palcoscenico importante delle stelle della “ Gereçao Noventa”,ossia l’asso del San Paolo Lucas, e la stella che più ha incantato nel nuovo mondo quest’anno,Neymar fresco di vittoria della Libertadores con il suo Santos.
Inseriti in un contesto già collaudato,le due stelline cercheranno di portare la Seleçao al trionfo nella tana del nemico di sempre; gli scudettati Pato,Robinho e Thiago Silva saranno le colonne portanti,alle quali si aggiungeranno l’esperienza dei “cugini” Julio Cesar e Lucio, degli “inglesi” Ramires,David Luiz,Lucas Leiva e Sandro, dei neo campioni d’Europa con il Barça Daniel Alves e Adriano, e di quella vecchia volpe di Fred,profeta in patria con la maglia della Fluminense. Una nazionale senza punti deboli,che però deve guardarsi dai soliti cali di concentrazione che le hanno costato magre figure negli ultimi due Mondiali.
Infine veniamo ai padroni di casa dell’Argentina. La Selecciòn di Batista (ex centrocampista dell’Argentina campione del mondo 1986,fedelissimo di Maradona,e ora nelle mire polemiche del Pibe de Oro…),vuole riconquistare la Copa che nella bacheca dell’Afa manca dal 1993,nell’edizione che vide esplodere un certo Gabriel Omar Batistuta. Troppo tempo, in una nazione dove il calcio esula dell’essere un semplice sport,e soprattutto ora,in tempo di crisi economica,e a pochi giorni dalla sconvolgente retrocessione del club più titolato del paese,il River Plate.
Tutti i riflettori saranno inevitabilmente puntati su Lionel Messi; la Pulga di Rosario, guiderà un attacco atomico composto Carlitos Tèvez e Gonzalo Higuain,con il Principe Diego Milito e il Pocho Ezequiel Lavezzi pronti a subentrare. Sarà la Copa America di Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso,epurati nella gestione Maradona e fatti rientrare in pianta stabile nella gestione Batista.
Andranno a completare una squadra solida e pronta alla garra, il portiere del Catania Mariano Andujar, El Jefecito Mascherano, El Flaco Pastore,l’obiettivo numero uno della nuova Juve El Kun Aguero, Angel Di Maria e Nicolas Burdisso. Da tenere d’occhio anche in chiave mercato,i centrocampisti Enzo Perez (Estudiantes) e Diego Valeri (Lanus).
Non ci resta che seguire la competizione e goderci la Copa più equilibrata e di alto livello dell’ultimo decennio. E chissà se i protagonisti verranno da altre nazionali,non di prima fascia; alcuni esempi? Falcao e Rodallega della Colombia,Barrios e Haedo Valdez del Paraguay,Marcelo Moreno del Messico, Fedor e Rondon del Venezuela e Farfan del Peru.
Ecco di seguito il calendario delle partite:
1 luglio - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata', gruppo A
ARGENTINA - BOLIVIA
2 luglio - San Salvador de Jujuy, stadio '23 de agosto', gruppo A
COLOMBIA-COSTA RICA
3 luglio - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata', gruppo B
BRASILE-VENEZUELA
3 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo B
PARAGUAY-ECUADOR
4 luglio - San Juan, stadio del Bicentenario, gruppo C
URUGUAY-PERÚ
4 luglio - San Juan, stadio del Bicentenario, gruppo C
CILE-MESSICO
6 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo A
ARGENTINA - COLOMBIA
7 luglio - San Salvador de Jujuy, stadio '23 de agosto', gruppo A
BOLIVIA-COSTA RICA
8 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
MESSICO-PERÚ
8 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
URUGUAY-CILE
9 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo B
BRASILE-PARAGUAY
9 luglio - Salta, stadio 'Padre Ernesto Martearena', gruppo B
VENEZUELA-ECUADOR
10 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo A
COLOMBIA-BOLIVIA
11 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo A
ARGENTINA-COSTA RICA
12 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
CILE-PERÚ
12 luglio - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata', gruppo C
URUGUAY-MESSICO
13 luglio - Salta, stadio 'Padre Ernesto Martearena', gruppo B
PARAGUAY VENEZUELA
13 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo B
BRASILE-ECUADOR
Quarti di finale
Q1 - 16 luglio 2011 - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes'
1^ GRUPPO A - 1^ Migliore terza
Q2 - 16 luglio 2011 - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López'
2^ GRUPPO A - 2^ GRUPPO C
Q3 - 17 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
1^ GRUPPO B - 2^ Migliore terza
Q4 - 17 luglio 2011 - San Juan, stadio del Bicentenario
1^ GRUPPO C - 2^ GRUPPO B
Semifinali
S1 - 19 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
Vincente Q1 - Vincente Q2
S2 - 20 luglio 2011 - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas'
Vincente Q3 - Vincente Q4
Finale 3°-4° posto
23 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
Perdente S1-Perdente S2
Finale
24 luglio 2011 - Buenos Aires, Estadio Monumental Antonio Vespucio Liberti
Vincente S1 - Vincente S2
ARGENTINA - BOLIVIA
2 luglio - San Salvador de Jujuy, stadio '23 de agosto', gruppo A
COLOMBIA-COSTA RICA
3 luglio - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata', gruppo B
BRASILE-VENEZUELA
3 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo B
PARAGUAY-ECUADOR
4 luglio - San Juan, stadio del Bicentenario, gruppo C
URUGUAY-PERÚ
4 luglio - San Juan, stadio del Bicentenario, gruppo C
CILE-MESSICO
6 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo A
ARGENTINA - COLOMBIA
7 luglio - San Salvador de Jujuy, stadio '23 de agosto', gruppo A
BOLIVIA-COSTA RICA
8 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
MESSICO-PERÚ
8 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
URUGUAY-CILE
9 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo B
BRASILE-PARAGUAY
9 luglio - Salta, stadio 'Padre Ernesto Martearena', gruppo B
VENEZUELA-ECUADOR
10 luglio - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López', gruppo A
COLOMBIA-BOLIVIA
11 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo A
ARGENTINA-COSTA RICA
12 luglio - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas', gruppo C
CILE-PERÚ
12 luglio - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata', gruppo C
URUGUAY-MESSICO
13 luglio - Salta, stadio 'Padre Ernesto Martearena', gruppo B
PARAGUAY VENEZUELA
13 luglio - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes', gruppo B
BRASILE-ECUADOR
Quarti di finale
Q1 - 16 luglio 2011 - Córdoba, stadio 'Mario Alberto Kempes'
1^ GRUPPO A - 1^ Migliore terza
Q2 - 16 luglio 2011 - Santa Fe, Stadio 'Brigadier General Estanislao López'
2^ GRUPPO A - 2^ GRUPPO C
Q3 - 17 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
1^ GRUPPO B - 2^ Migliore terza
Q4 - 17 luglio 2011 - San Juan, stadio del Bicentenario
1^ GRUPPO C - 2^ GRUPPO B
Semifinali
S1 - 19 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
Vincente Q1 - Vincente Q2
S2 - 20 luglio 2011 - Mendoza, stadio 'Malvinas Argentinas'
Vincente Q3 - Vincente Q4
Finale 3°-4° posto
23 luglio 2011 - La Plata, stadio 'Ciudad de La Plata'
Perdente S1-Perdente S2
Finale
24 luglio 2011 - Buenos Aires, Estadio Monumental Antonio Vespucio Liberti
Vincente S1 - Vincente S2
Alla prossima ragazzi,e buona Copa America a tutti!
P.S
Un grosso in bocca al lupo agli "atalantini" Edgar Barreto e Carlos Carmona!
martedì 28 giugno 2011
Il primo post...è il primo post!
Ciao a tutti!
Inizio oggi,all'alba dei 25 anni,una nuova parentesi,che spero potrò condividere con il più grande numero di appassionati possibile,ovvero la creazione del mio personalissimo blog attraverso il quale darò in pasto alla grande famiglia del web pensieri,storie,sfoghi,attualità e spunti di riflessioni,tutti inerenti al magico e affascinante mondo dello sport.
Dedicherò ampio risalto al mio sport preferito,il calcio,anche nelle sue forme meno visibili e reclamizzate,come lo straordinario mondo del futbol sudamericano,del calcio britannico,dei grandi palcoscenici europei, senza dimenticare uno sguardo speciale alle partite della mia squadra del cuore,l'Atalanta.
Vorrei indirizzare ciò che scriverò a un pubblico molto vario,sia dal punto di vista del tifo,della passione, e perché no,anche della nazionalità.
Darò grande spazio anche al Basket (Nba,Eurolega,e campionati italiani) e Football Americano,senza dimenticare anche il resto degli sport a stelle e strisce.
Ora non mi resta che iniziare,e l'inizio della Copa America tra pochissimi giorni,è un'assist troppo invitante!
Inizio oggi,all'alba dei 25 anni,una nuova parentesi,che spero potrò condividere con il più grande numero di appassionati possibile,ovvero la creazione del mio personalissimo blog attraverso il quale darò in pasto alla grande famiglia del web pensieri,storie,sfoghi,attualità e spunti di riflessioni,tutti inerenti al magico e affascinante mondo dello sport.
Dedicherò ampio risalto al mio sport preferito,il calcio,anche nelle sue forme meno visibili e reclamizzate,come lo straordinario mondo del futbol sudamericano,del calcio britannico,dei grandi palcoscenici europei, senza dimenticare uno sguardo speciale alle partite della mia squadra del cuore,l'Atalanta.
Vorrei indirizzare ciò che scriverò a un pubblico molto vario,sia dal punto di vista del tifo,della passione, e perché no,anche della nazionalità.
Darò grande spazio anche al Basket (Nba,Eurolega,e campionati italiani) e Football Americano,senza dimenticare anche il resto degli sport a stelle e strisce.
Ora non mi resta che iniziare,e l'inizio della Copa America tra pochissimi giorni,è un'assist troppo invitante!
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