martedì 26 marzo 2013

A Cinderella story.... Florida Gulf Coast University!

La fase finale del torneo di basket NCAA da sempre riserva grandi emozioni e colpi scena.
Si cerca di indovinare di quale squadra sarà "l'upset" più clamoroso, ma quest'anno forse in pochi avrebbero pronosticato che alle "Sweet 16" (tanto per capirci gli ottavi di finale del torneo), ci sarebbe andata Florida Gulf Coast University, piccolo ateneo di Fort Myers, cittadina a circa 160 km.da Miami.





Prima del 22 di marzo pochissimi erano a conoscenza dell'esistenza di questo college,oltre che dal punto di vista accademico anche dal punto di vista sportivo.

Forse a qualche super appassionato di baseball questo nome non risulta nuovo; infatti da cui provengo due pitcher: Casey Coleman dei Chicago Cubs e Chris Sale dell'altro squadra di Chicago, i White Sox.




L'ateneo è stato fondato nel 1991,e il fatto che alcuni dei componenti della squadra siano più giovani dell'ateneo stesso, ha avuto molto risalto sui media americani.

Il programma di basket dell'istituto ha avuto un rapido miglioramento grazie alle ottime performance della squadra femminile di basket e quella maschile di baseball.

Solo lo scorso anno gli Eagles del Men Basketball hanno dichiarato la loro eleggibilità alla partecipazione al tabellone finale Ncaa; al primo tentativo persero la finale dell' Atlantic Sun Conference contro Belmont; mentre quest'anno vicendo contro Mercer si sono guadagnati automaticamente l'invito al tabellone finale del college basket.

Per i ragazzi di coach Andy Endfield (già accostato alla panchina di Ucla), aver l'opportunità di sfidare la n°2 Georgetown era un traguardo impensabile fino a pochi mesi prima, ma addirittura vincere con uno scarto di 10 punti, ha dell'incredibile.




Al secondo turno la storia si ripete; gli Eagles dominano la sfida contro una buona squadra come San Diego State, vincendo ancora con 10 punti di scarto, diventando così la prima 15th seed della storia ad approdare alle "Sweet 16".

Ora nello scenario da sogno del Cowboys Stadium di Arlington, li attende Florida University, forse l'università più importante in Florida, probabilmente l'Università da cui sono stati scartati i ragazzi di FGCU o che non sono stati ritenuti "ready" per poter indossare la canottiera dei Gators; ora avranno la chance di una rivincita ,di entrare definitivamente nei taccuini degli scout nba, o solamente di vivere un sogno che ricorderanno per sempre.

I giocatori più rappresentativi e decisivi sono stati senza dubbio Sherwood Brown,Bernard Thompson,Brett Comer e Chase Fieler, tutti e 4 point guard con tanti punti nelle mani e tanto atletismo da mettere a disposizione della causa.




Non so se sbilanciarmi nel dire che ci sia qualcuno NBA ready, ma senza dubbio quello che Sherwood e Chase ci hanno fatto vedere nelle due partite sin qui disputate è qualcosa di importante.




Non resta che aspettare venerdì e scoprire se la cenerentola della Florida potrà andare al gran ballo della finale della South Conference, a pochi passi dal paradiso delle Final Four di Atlanta.

Alla prossima!






martedì 19 marzo 2013

Cambi di maglia

Ed eccoci qui, dopo la festa del Super Bowl di New Orleans, dopo l'addio di Ray Lewis come campione assoluto per la seconda volta in carriera, dopo l'ascesa nell'olimpo dei grandi del football di Joe Flacco e dopo la cocente delusione del popolo dei 49ers, catapultati nel periodo più difficile per un appassionato di football, ossia la post season.



In questi lunghi giorni di avvicinamento al Draft e all'inizio dei training camp, alcuni folli movimenti dei free agents più ambiti hanno ravvivato la fantasia degli appassionati della palla ovale.

Lo scambio più inatteso è stata sicuramente quello del receiver dei campioni in carica dei Baltimore Ravens ,Anquan Boldin, proprio alla squadra sconfitta in finale, i San Francisco 49ers; il tutto per una 6a scelta al prossimo draft.



Altro tassello importante dei Ravens, il LB Paul Kruger, se ne va in direzione Cleveland.

Diciamo che questo è il bello dello sport americano, in cui la squadra più forte è destinata a indebolirsi e a lasciare spazio ad altri, creando un livello di competizione altissimo e difficilmente ipotizzabile nella realtà europea...

Greg Jennings lascia il Lambeau Field di Green Bay e approda agli acerrimi rivali dei Minnesota Vikings, compiendo lo stesso percorso di alcuni suoi illustri colleghi come Brett Favre e Darren Sharper.



Wes Welker lascia di stucco i fan dei Patriots e se ne va da Payton Manning in quel di Denver, ponendo fine ad un rapporto di amore/odio con il simbolo della franchigia di Boston, quel Tom Brady che in varie occasioni ha apertamente criticato le doti di ricezione dell'atleta di Oklahoma City.



I Patriots si rifanno parzialmente con l'acquisizione del WR Danny Amendola proveniente dai Saint Louis Rams. Buona operazione per la sostituzione di Welker, ma resta il dubbio se non si poteva fare di più per trattenerlo.

Altro colpo da novanta lo mettono a segno gli Atlanta Falcons mettendo sotto contratto Steven Jackson dai Rams. Questo è il chiaro segnale che quello della prossima stagione, sarà forse l'ultimo tentativo della franchigia della Georgia di volare al tanto agoniato Super Bowl.

Infine sta nascendo il futuro dei Kansas City Chiefs, peggior franchigia lo scorso anno .
Hanno rilasciato il QB Matt Cassell e hanno puntato tutto su Alex Smith, controverso QB ex 49ers, relegato come secondo lo scorso anno dal fenomenale Colin Kapernick. E con la prima scelta ancora tutta da decifrare al draft,e il carisma di Andy Reid come Head Coach, a Kansas City si può tornare a respirare un'aria nuova.



Per delineare meglio la stagione che verrà, non resta che aspettare il draft del 25 aprile.

Alla prossima!






martedì 29 gennaio 2013

Super Bowl 47, un affare di famiglia

Chi l'avrebbe detto...

Il Super Bowl 47 passerà alla storia come l' HarBowl,ossia la sfida tra i fratelli Jim e John Harbough,rispettivamente capo allenatori dei San Francisco 49ers e dei Baltimore Ravens.Un sogno che forse nemmeno il 73enne Jack Harbaugh, il papà di Jim (49 anni alla seconda stagione ai Niners) e John (50enne alla quarta annata ai Ravens) con un passato importante come coach di college (Stanford e Michigan su tutte), pensava si potesse realizzare almeno in tempi così brevi. Jim, storico quarterback di Chicago Bears e Indianapolis Colts, è alla guida dei 49ers da due stagioni 
John, un passato da defensive-back, è allenatore dal 1998 e dal 2008 è alla guida dei Ravens, hanno saputo creare due squadre solide,con una difesa imperforabile, e un attacco capace di big plays improvvisi, sia di corsa che di lancio. 



Avevamo lasciato lo scorso anno le due franchigie deluse dopo i Championship persi contro Giants e Patriots, entrambi sul filo di lana,entrambi a causa di errori macroscopici del kicker (field goal da posizione favorevole fallito da Cundiff) e dello special team ( Kyle Williams dei 49ers)

Per i Ravens sembrava che il treno per il Super Bowl fosse ormai andato per sempre,causa età avanza dei giocatori chiave, mentre per i 49ers c'erano tanti dubbi se fossero o meno una squadra vincente,capace di non sgretolarsi nei momenti decisivi.

I go-to-guys per la rincorsa al Super Bowl sono stati senza dubbio due:
Ray Lewis per i Ravens e Colin Kapernick per i 49ers.



Alla sua ultima stagione Nfl, Ray Lewis,l'inside linebacker forse più forte della storia, ha disputato una delle sue migliori stagioni degli ultimi anni,alzando il livello dell'asticella in concomitanza con l'inizio dei playoff.
Ogni partita l'ha giocata come se fosse l'ultima (e questa volta non è solo un modo di dire...) infondendo una fiducia incredibile a tutti i suoi compagni, che hanno passato con il massimo di voti l'esame di laurea all'Università del Football,il GIlette Stadium di Foxboro, superando la nemesi Patriots.
I suoi discorsi motivazionali e le sue interviste dopo ogni partita vinta sono ormai storia...riuscirà a concludere la sua immensa carriera con un Super Bowl?
Sicuramente se lo meriterebbe, non ci sono dubbi!



Sicuramente ha benificiato dell'effetto Lewis Joe Flacco ,QB mai considerato tra i top 5 e di sicuro non uno da Super Bowl, ma che ha saputo dominare gli scontri diretti contro futuri Hall of Famer come Payton Manning e Tom Brady.



Il lancio della disperazione nella ghiacciaia di Denver durante il Divisional Playoff è stato il punto di svolta della stagione dei Ravens e della carriera del QB proveniente da University of Delaware.Da segnalare anche prestazioni qualitativamente molto elevate dei soliti Ed Reed, Ray Rice e della coppia Pitta Boldin, bersagli preferiti di Flacco.



Per i 49ers la strada verso il gran ballo di New Orleans è stata una cavalcata senza troppi intoppi.
Nei playoff al primo turno sono stati spazzati via senza troppi patemi i Green Bay Packers 45 a 31, grazie ad una prova incredibile di Colin Kapernick, autore con ben 181 Yds su corsa (nuovo record NFL per un QB in post season), 263 supassaggio per un totale di 4 TD.




Nella successiva gara con gli Atlanta Falcons si è visto la grande forza del gruppo della squadra californiana; sotto di 17 a 0 a metà gara, il playbook di coach John Harbough si sposta dalla read option che tante gioie aveva dato fino a quel momento, per concentrarsi su un maggiore utilizzo di Vernon Devis, autore di una prova quasi sui livelli della scorsa annata.

Forse le uniche note negative della stagione sono state le pesanti sconfitte con Giants (26-3) e Seahawks (42-13).






Il pronostico è molto incerto; le due squadre si fronteggeranno sicuramente a viso aperto, ma vista la forza delle due difese si presume sarà una partita a basso punteggio, anche se gli attacchi hanno dimostrato di saper creare da un momento all’altro giocate importanti (dalle corse di Rice e Gore, il coinvolgimento nel gioco di due tight end affidabili come Pitta e Devis, i lanci di Flacco e la read option di Kapernick).
Personalmente vedo favorita di poco Baltimore; le motivazioni di Lewis sono a mille e i suoi compagni vorranno fare di tutto per fargli chiudere la carriera con il secondo anello.
Di favole a lieto fine lo sport a stelle e strisce è pieno zeppo, ed il Super Bowl ne è l’essenza.
E se il teatro della sfida è la città dei Santi,niente è impossibile.

Alla prossima!









sabato 5 gennaio 2013

Il viaggio verso New Orleans inizia stanotte...

Dopo una lunga marcia durata 17 settimane, anche quest'anno la stagione NFL e' arrivata alla fase piu'calda e più amata dai fans e addetti ai lavori, ossia i Playoff che inizieranno stasera con le wild card e si concluderanno con il Superbowl di New Orleans il 2 febbraio prossimo.
Ecco di seguito come sono composti i Playoff quest'anno:

NFL Wild Card Weekend
Saturday
4:30 p.m.: Bengals at Texans
8 p.m.: Vikings at Packers
Sunday
1 p.m.: Colts at Ravens
4:30 p.m.: Seahawks at Redskins

Divisional Playoffs
Saturday, Jan. 12
4:30 p.m.: Ravens/ Colts/ Bengals at Broncos
8 p.m.: Packers/ Redskins/ Seahawks at 49ers
Sunday, Jan. 13
1 p.m.: Redskins/ Seahawks/ Vikings at Falcons
4:30 p.m.: Texans/ Ravens/ Colts at Patriots

Quello che balza all'occhio immediatamente e' l'assenza dei campioni incarica, ossia quei New York Giants capaci lo scorso anno di agguantare i playoff grazie a una cavalcata finale senza sconfitte, eliminando poi Atlanta Falcons, Green Bay Packers e San Francisco 49ers (quest'ultime nonostante lo svantaggio del fattore campo) per poi avere la meglio dei New England Patriots al Superbowl di Indianapolis.

La colpa (o il demerito a seconda dei punti di vista) è stata principalmente della straordinaria stagione dei Washington Redskins e dei loro due Rookie, ossia il QB Robert Griffin III e il RB Alfred Morris, che nonostante un inizio molto altalenante, arrivati ad un record di 3-6, poi non hanno più perso eliminando dalla post season sia i Giants che i Dallas Cowboys.
Chissà' se dopo questa cocente delusione il patron Jerry Jones compia un autentica rivoluzione sbarazzandosi del troppo discontinuo QB Tony Romo (suo l'intercetto a pochi minuti dalla fine nella decisa partita contro i Redskins), e dell'Head Coach Jason Garrett.

Oltre ai Redskins, possiamo parlare di sorpresa anche per gli indianapolis Colts della prima scelta allo scorso draft, Andrew Luck, quarterback andato oltre le più' rosee aspettative, che con prestazioni molto solide e precise, oltre ad essersi tolto dalle spallel'ingombrante fantasma di Payton Manning, ha portato i suoi a un record di 11-5, fatto straordinario se si pensa che chiusero la scorsa stagione con sole 3 vittorie, e alla notizia shock della leucemia diagnosticata al coach Chuck Pagano, rientrato in panchina in occasione dell'ultima partita di stagione regolare, dopo le terapie chemioterapiche ricevute negli scorsi tre mesi.

Meno pubblicizzato ma altrettanto decisivo e' stato il QB dei Seattle Seahawks, Russell Wilson, che domani se la vedrà proprio con Robert Griffin, in una sfida che potrebbe lanciare uno dei due team a traguardi inaspettati a fine stagione.

Stagione molto positiva per gli Atlanta Falcons e i Denver Broncos, le due squadre con il record migliore, che si sono guadagnate i bye week insieme a San Francisco 49ers e New England Patriots.

I Patriots ogni anno sono li' nonostante appaiano più' deboli rispetto all'anno prima, ma l'abilita' del coach Bill Belichick di creare una squadra solida e compatta ormai non fa più notizia; a detta di molti loro sono il Playoff Team per eccellenza...staremo a vedere.

Finale agrodolce invece per Houston Texans e Green Bay Packers, i quali si sono lasciati sfuggire la possibilità' di guadagnarsi i bye week proprio all'ultima giornata perdendo contro Colts e Vikings.

Proprio i Vikings hanno acciuffato grazie a quest'ultima vittoria i playoff che mancavano dal 2009, grazie a una stupenda stagione del redivivo Adrian Peterson, che ha sfiorato il record di yards su corsa percorse in una singola stagione, e del QB Christian Ponder, che si e' finalmente dimostrato NFL ready. Nel turno di wild card si ritroveranno davanti proprio i Packers, ma stavolta a complicare le cose per la squadra di Minneapolis ci sarà il gelo della Frozen Tundra, il Lambeau Field ,e Aaron Rodgers e compagni che vogliono a tutti i costi arrivare alla terra promessa di New Orleans.

Altra sorpresa i Cincinnati Bengals, che hanno fatto fuori dalla contesa dei playoff i rivali divisionali dei Pittsburgh Steelers.
Roethlisberger e compagni non mancavano dai playoff dal lontano 2001.
L'asse Andy Dalton Aj Green ha fatto crescere una franchigia che sembrava depressa e attesa da anni perdenti, ma queste scelte al draft più che azzeccate hanno fatto risalire le quotazioni della franchichia dell'Ohio che si candida per essere la vera mina vagante di questo turno di wild card.

Gli oscar per le delusioni dell'anno vanno senza dubbio ai New York Jets, Detroit Lions, Kansas City Chiefs e Tennessee Titans, in costante difficoltà dalla prima all'ultima giornata.
La speranza per questa franchigie sarà quella di pescare bene al prossimo draft o tentare rivoluzioni cambiando i giocatori nei ruoli chiave e lo staff tecnico.

A presto con il resoconto pre Superbowl, e buona NFL a tutti!





domenica 23 dicembre 2012

Le maledizioni nel mondo dello sport

Molto spesso quando si parla di sport, si entra spesso nel campo dei numeri, delle statistiche.
Ne esistono di tutti i tipi, molte delle quali spesso lasciano il tempo che trovano, cioè zero.
Ma quando certe strisce di sconfitte durano nei decenni, qui si entra in un altro campo, quello delle maledizioni.

Nel calcio il terreno più fertile è senza dubbio il Sudamerica, dove spesso il sacro si mischia al profano, e dove per sacro intendiamo il calcio.
Senza dubbio la storia del Racing Club de Avellaneda è quella più incredibile.
Il club biancoceleste è per numero di tifosi la terza squadra più amata d’Argentina, alle spalle del Boca e del River.
Purtroppo per i suoi sostenitori, la storia del club cambio nel "verano"del 1967,giorno in cui la squadra vinse la Coppa Intercontinentale a Montevideo nella gara di spareggio contro il Celtic, grazie ad un gol del “chango” Cardenas.
I tifosi dell’ Independiente, l'altra squadra di Avellaneda e ovviamente acerrimi rivali, quel giorno lanciarono una maledizione contro lo stadio del Racing, il mitico"Cilindro" ,sotterrando sette gatti neri sotto una delle porte dello stadio.
Da allora il Racing ha vissuto sfortune incredibili, compresa l'umiliazione della prima retrocessione nella"segunda"arrivata nel 1980.
Nel dicembre del 2001, il Racing vinse il suo primo campionato dopo l’ultimo vinto nel ’66; fine della maledizione? non proprio.
In quell’anno l'Argentina visse la peggior crisi politica ed economica della sua storia.
Il campionato fu sospeso e rimandato ed il Racing con il suo scudetto passarono assolutamente in secondo piano.



Spostandoci dall'altra parte dell'atlantico, un altro fatto al dir poco inquietante è la vicenda di Bela Guttmann e il Benfica.

Nel 1962 l'allenatore magiaro lanció un anatema ai rossi di Lisbona all'indomani della seconda vittoria consecutiva nella Coppa dei Campioni dicendo che senza di lui non avrebbero mai più vintola Coppa, e fino ad oggi ha avuto ragione: le Aquile hanno perso 5 finali: due a Wembley, 1-2 col Milan nel ’63 e 1-4 con il Manchester United nel ’68; 0-1 con l’Inter a San Siro nel ’65; 6-5 ai rigori con il PSV Eindhoven a Stoccarda nell’88 e ancora contro i rossoneri, 0-1 a Vienna nel ’90.

Superstizione o verità, ha funzionato.

La cronaca dell'epoca narra che il Benfica, dopo aver sconfitto il Tottenham in una difficile semifinale, giunse in finale per il secondo anno di seguito, avendo come avversario il Real Madrid di Puskás e Alfredo Di Stéfano. Il primo tempo si concluse col punteggio di 3-2 per gli spagnoli, ma nello spogliatoio Guttmann, davanti ai giocatori delusi, disse: «La partita è vinta. Loro sono morti» 
Infatti  il Benfica vinse per 5-3, grazie anche ad una doppietta di Eusébio.
Le aquile terminarono quella stagione con il terzo posto in campionato, e quando chiesero a Guttmann il perché del deludente risultato, rispose dicendo che la squadra non aveva avuto «il culo per sedersi su due sedie».

La conquista della Coppa dei Campioni indusse Guttmann a chiedere il pagamento di un premio, ma la dirigenza glielo negò affermando che nel contratto non fosse presente una clausola contenente tale previsione. Guttmann disse "Ho avuto quattromila dollari in meno per aver vinto la Coppa dei Campioni rispetto al Campionato portoghese e nessun tentativo è stato fatto dai dirigenti per cambiare la situazione"
Di conseguenza, lanciò la maledizione.
« Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa ed il Benfica senza di me non vincerà mai più la Coppa dei Campioni»

Sul primo fatto Guttmann si sbagliò in quanto il Porto vinse la coppa dalle grandi orecchie nel 1988 e nel 2003, ma sul Benfica non si é sbagliato...
C'è chi tentò di cancellare la maledizione; nel 1990, in occasione della finale di Coppa dei Campioni, Benfica-Milan, che si giocava a Vienna, Eusébio in persona andó a pregare sulla tomba del suo ex allenatore.

Il risultato della finale? Ve lo lascio intuire...




Lasciamo il calcio, per approdare nell'affascinante mondo dello sport a stelle e strisce.

Parlando di rivalità, la più accesa è senza dubbio quella tra New York e Boston, e la sfida tra New York Yankees e i Boston Red Sox in MLB non è mai stata una partita qualsiasi.
Ed il motivo è questo:
85 anni fa il leggendario George Herman “Babe” Ruth (conosciuto anche come “The Bambino” o “The sultan of swat”) era un giocatore dei Red Sox ma passò agli Yankees, diventando una leggenda di questo sport.
Fin qui nulla di strano,se non che nell'abbandonare Boston, lanciò un autentico anatema nei confronti della sua ex squadra: “Non vincerete mai più le World Series”.
Ebbene, le Calzette Rosse per 86 lunghi anni fallirono anno dopo anno e non conquistarono più il titolo, perdendo addirittura 4 serie finali su 4, in Gara7 e in circostanze rocambolesche.

Rispetto alla storia del Benfica a Boston arrivò un lieto fine alle World Series del 2004 e successivamente del 2007, chiudendo per sempre la pagina nera della "Curse of the Bambino".







"Babe" Ruth                                                      Keith Foulke alle World Series del 2004


Rimanendo in ambito MLB un'altra losing streak di tutto rispetto è quello dei mitici Pittsburgh Pirates, che non hanno una stagione vincente dal lontano 1992 e non vincono le World Series dal 1979.
Anche qui c'è di mezzo una mezza maledizione, quella di Barry Bonds o quella che alcuni chiamano "The Curse of the BamBreamo".

Infine ,trasferendoci nell' Nba, un'accenno alle catastrofi che si sono abbattute sui Clippers nel corso della loro breve ma travagliata storia, è d'obbligo.

Tutto ebbe inizio nel 1976, anno in cui John Y.Brown comprò la franchigia dei Buffalo Braves per circa 6 milioni di dollari. Quasi contemporaneamente cedettero il loro miglior giocatore ed Mvp della lega, Bob McAdoo ai Knicks per 3 milioni di dollari, ovvero la metà di quanto speso per il valore della franchigia.
Da quel momento si susseguirono vicende al limite del tragicomico ( prime scelte toppate ai draft perchè rivelatosi troppo scarse oppure perennemente infortunate,come ad esempio Nate Archibald). 
Intanto la franchigia si sposta a San Diego prima e a Los Angeles poi (per merito di Mr.Sterling che acquistò la franchigia su consiglio di un avvocato di nome David Stern...) e nel tragitto tra Buffalo e San Diego avviene la più grande toppata di tutti i tempi.
I Clippers cedono ai Celtics Archibald,considerato bollito, più la prima chiamata al draft,il tutto inserito nell'affare che vede i Clippers cambiare proprietario e città.
Morale della favola, i Clippers sceglieranno un certo Bill Walton che giocherà 14 partite in 4 anni, scambieranno un futuro All Star come Tom Chambers per prendersi "Samsonite"James Donaldson (il soprannome non è casuale...), e i Celtics si ritrovano con un Archibald (che così bollito non era) e come prima scelta, con la numero 6 chiamarono un certo Joe Larry Bird...

Fortunatamente negli ultimi due anni le cose sembrano essere cambiate, e dopo aver azzeccato la prima scelta al draft, chiamando Blake Griffin, la squadra viene costruita per cercare di vincere, e non per essere la barzelletta della lega. 
Nell'estate del 2011 intavolano con i New Orleans Hornets una trade per l'acquisizione della stella Chris Paul, che all'inizio sembrava promesso ai Lakers, ma il commisioner David Stern (ve lo ricordate?) blocca tutto, e facilita l'affare con l'altra metà di L.A.

Forse dopo più di trent'anni il cerchio si chiude.










venerdì 27 gennaio 2012

La lunga strada per Indianapolis:Superbowl XLVI

La National Football League come ogni anno ci ha regalato una stagione emozionante,che vivrà al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, domenica 5 febbraio, il suo epilogo.
E come ogni anno la finale avrà grandissimi interessi; infatti, si sfideranno i New England Patriots e i New York Giants.
Sicuramente il Commissioner Roger Goodel si starà fregando le mani poiché queste due franchigie in termini di bacini d'utenza e d’introiti rappresentano molto per l'NFL.
E sarà l'ennesimo capitolo dell'eterna rivalità tra Boston e New York, nonchè la rivincita del Superbowl XLII,vinto in quell'occasione dai Giants per 17 a 14.

La grande saga NFL composta da epici match, sorprese inpronosticabili,cambi di orizzonti per alcune franchigie (Colts 2-14,Detroit 10-6),giocatori che entrano nel novero delle stelle (AlexSmith,Tim Tebow,Mattew Stafford), si è compiuta anche quest'anno.
Una partita che entrerà nella storia è stata sicuramente Saints-49ers NFC divisional round,giocato a Candlestick Park.
Gli ultimi 5 minuti diventeranno un ever green,e il touch down finale dei 49ers a firma Alex Smith-Vernon Davis,ossia "The Catch 2",sarà un highlight indelebile.



Entrerà nei libri di storia,ma per il motivo opposto,anche il field-goal sbagliato da Billy Cundiff  nella finale della AFC tra New England Patriots e Baltimore Ravens.
Una finale probabilmente poco spettacolare,che ha visto grandi giocate da parte delle due difese (nulla di nuovo se si pensa a Baltimore,ma una grande sorpresa per quanto riguarda invece New England).
Tom Brady è stato limitato al massimo non riuscendo a completare un solo TD pass.

Oltre che l’errore di Cundiff, Baltimore ha pagato a caro prezzo una gestione dell’ultimo possesso abbastanza confusa; coach John Harbaugh prima rinuncia a calciare un field goal dalle 50 yards (distanza importante ma sulla carta non impossibile per il kicker Cundiff), insiste con un 3rd e lungo,Flacco lancia nelle mani di Evans,che per questione di centimetri non riesce a trattenere la palla per un lasso di tempo utile alla realizzazione del TD della vittoria.
E da qui nasce il field goal mancato,un errore che ha dell’incredibile,pensando che il kicker ex Packers,ha partecipato varie volte al Pro Bowl.


Anche l’altra finale di Conference tra 49ers e Giants è stata caratterizzata dal grande equilibrio e da un finale ricco di tensione e pathos,in cui il ritornatore di riserva dei 49ers  Kyle Williams durante l’overtime,perde palla,e Devin Thomas la ricopre provocando così il fumble decisivo per la vittoria dei newyorkesi.
I Giants così ritornano al grande ballo 4 anni dopo l’ultimo successo,guidati da Eli Manning,che finalmente sembra essersi tolto l’etichetta del “fratello di Payton”,portando la franchigia della grande mela,dopo una regular season vissuta sempre sul filo del rasoio,dritta a Indianapolis andando a vincere in campi “caldi” come Green Bay e San Francisco.



Fondamentale è stata anche la presenza di due ricevitori completi come Cruz e Nicks; sicuramente a Indy vedremo una bella sfida tra questi due mostri e i due mostri dei Patriots,ossia Welker e Gronkowsky.
Sicuramente i grandi assenti del Superbowl sono i Green Bay Packers,assoluti e incontrastati dominatori della Regular Season,con un recordi di 15-1.
Proprio da quella sconfitta,a Kansas City alla penultima giornata,qualcosa nella franchigia del Winsconsin si è rotto.
A partire dalle prestazioni di Aaron Rodgers,a detta di molti il miglior QB della lega.
A Kansas City fece una partita mediocre,come tutta la squadra,poi contro Detroit all’ultima giornata si sedette in panchina,vide il suo backup Matt Flynn fare una prestazione al di sopra di qualsiasi aspettativa,diventando il primo QB dei Packers a lanciare per 6 TDs consecutivi in una sola partita,e il weekend dopo osservare con tutta la squadra il weekend di bye guadagnato avendo ottenuto uno dei quattro migliori record nella regular season.



A mio avviso tutti questi fattori hanno fatto si che il QB californiano arrivasse all’appuntamento del divisional playoff contro i New York Giants abbastanza arrugginito e con più tensione  del dovuto.
I Giants invece erano reduci da un mese in cui avevano già assaporato il clima playoff,in quanto ogni partita era da vincere per continuare a coltivare il sogno dell’approdo alla post-season,a partire dal derby con i Jets arrivando sino allo scontro divisionale con i Cowboys.

Esattamente quello che successe lo scorso anno ai Packers,arrivati incredibilmente ai playoff grazie a delle vittorie in extremis (con Giants e Bears) e a una serie di risultati favorevoli,capaci infine di arrivare sino al Cowboys Stadium per il Superbowl vincendolo alla grande.
Proprio per questo motivo credo che la spinta emotiva e la lunga serie di vittorie decisive ha dato ai Giants la consapevolezza di poter ambire alla vittoria finale.

Sulla strada però si trovano l’accoppiata Belichick-Brady,16 vittorie nei playoff,4 Superbowl di cui 3 vinti.
A Indianapolis sarà come ogni anno un grande spettacolo.



Vorrei chiudere dicendo “che vinca il migliore”,ma un signore alcuni anni fa disse qualcosa di meglio:

“Winning isn't everything, it's the only thing”



lunedì 4 luglio 2011

I Lions Bergamo trionfano all'Italian Bowl 2011

I Lions Bergamo tornano a trionfare in un Bowl battendo per 15-6 i Titans Romagna nella finale del campionato Lenaf 2011.

Questo successo, seppur meno prestigioso dell'Eurobowl o dello scudetto di A1,ha forse un sapore più particolare,che rimarrà nel cuore dei tifosi e della società bergamasca per molto tempo.

Al termine di una stagione esaltante,che ha visto i Leoni Orobici perdere solo un match (contro i Guelfi Firenze per 19-25),la squadra di coach Luca Lorandi si è saputa rialzare,ricompattarsi e infilare una serie di 9 vittorie consecutive che le sono valse la conquista del Bowl del campionato Lenaf.

La finale di ieri allo Stadio Primo Nebbiolo di Torino (bellissimo impianto immerso nel parco Ruffini) contro i Titans Romagna,remake della partita di regular season vinta dai Lions 13-6,è stata una partita tirata in qui le difese sono state l'ago della bilancia per tutta la durata del match, ed il parziale di 5-3 con cui si è conclusa la prima metà di gioco ne è stata la prova.
I Lions hanno messo la partita in cassaforte solo con un field goal di Marone a pochi minuti dalla fine dell'ultimo quarto,ponendo fine alle speranze dei Titans,comunque degni finalisti senza nulla da recriminarsi.
Il premio di Mvp della partita se lo porta a casa il Quarterback bergamasco Andrea Ghislandi,autore dell'unico touchdown dell'incontro.

Ora per i Lions non resta che godersi questo meritato successo e sperare nell'iscrizione al prossimo campionato di A1,ossia il palcoscenico in cui il team bergamasco merita di stare.





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